Leggere vuol dire...

Leggere, come io l'intendo, vuol dire profondamente pensare. [...] La ragione ed il vero sono quei tali conquistatori, che, per vincere e conquistare durevolmente, nessun'altra arme debbono adoperare, che le semplici parole. Perciò le religioni diverse, e la cieca obbedienza, si sono sempre insegnate coll'armi; ma la sana filosofia e i moderati governi, coi libri.
(V. Alfieri, "Del principe e delle lettere", 1786)

sabato 2 luglio 2016

Il codice dell'anima

IL CODICE DELL'ANIMA
James Hillman




Quando tutte le anime si erano scelte la vita, secondo che era loro toccato, si presentavano davanti a Lachesi ... A ciascuna ella dava come compagno il genio che quella si era assunto perché le facesse da guardiano durante la vita e adempisse il destino da lei scelto...


E' riduttivo credere - secondo l'autore - che noi siamo il prodotto di alchimie genetiche e di influenze sociali, familiari, ambientali.
C'è, piuttosto, un quid, il daimon, che indirizza l'esistenza di ognuno: è la vocazione che fa di ogni individuo ciò che è, nella sua unicità. Il destino di ogni uomo è già scritto in lui dal momento della nascita e il daimon preserva la fedeltà delle nostre azioni a questo abbozzo di progetto che spetta, poi, ad ognuno completare. Il daimon guida, fa sentire la sua voce, ma non determina in modo causale le azioni umane nè interviene negli eventi della storia, ma ce li fa riconoscere come appartenenti al nostro ineludibile destino. E il destino non è una mera sorte che ci capita, ma è un tendere verso un telos: non Il telos, non la meta finale e onnicomprensiva delle ragioni dell'esistenza e del cosmo, ma piuttosto il fine verso la completa realizzazione di ogni individuo umano, affinchè il daimon possa essere soddisfatto e diventare eudaimonia, felicità. Lo scarto tra il grande progetto verso cui ognuno è chiamato dal daimon e gli scarsi mezzi di cui l'uomo dispone per realizzarlo, può generare un senso di frustrazione, impotenza, inadeguatezza da cui derivano comportamenti deviati (Hillman fa l'esempio di Hitler). Insomma il male non è colpa del destino o del daimon , ma sempre di chi deve saperne leggere gli indizi e rapportarsi ad esso con equilibrio. Io sarò inevitabilmente quello che sono se rispetto la mia vocazione e se leggo il mondo in funzione di essa.
La libertà dell'homo faber è salva!

Ciò che serve, l’anima lo usa.
Sono strabilianti, anzi, la saggezza e il senso pratico
che essa dimostra nell’utilizzare accidenti e disgrazie.

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